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Linee guida sulle tecniche di drenaggio urbano della città di Bologna

Linee guida sulle tecniche di drenaggio urbano della città di Bologna

La città di Bologna è stata tra le prime di Italia a dotarsi, nel 2015, di un Piano di Adattamento al cambiamento climatico (elaborato nell’ambito del progetto Life BlueAp). Tale piano è stato elaborato a partire dall’analisi del profilo climatico locale del Comune, che ha permesso di mettere in luce le principali criticità del territorio Bolognese prevedibili in seguito al cambiamento climatico. Il Piano ha individuato 3 settori critici, evidenziati come “vulnerabilità”: siccità e carenza idrica, ondate di calore, eventi estremi e rischio idrogeologico. Per ciascuna “vulnerabilità” il Piano definisce obiettivi e le azioni necessarie per raggiungerli, con un orizzonte temporale fissato al 2025. Le vulnerabilità individuate riguardano problemi già oggi presenti – e condivisi dai cittadini che hanno avuto un ruolo chiave, attraverso un lungo e articolato processo di partecipazione dei rappresentanti di associazioni e interessi locali – che, con il manifestarsi degli effetti del cambiamento climatico, saranno ulteriormente esacerbati. Per il settore “eventi estremi e rischio idrogeologico” il Piano ha individuato 5 obiettivi.

Il primo obiettivo consiste nel minimizzare la crescita del territorio impermeabilizzato: il Piano Urbanistico di Bologna – come per tutte le città – prevede infatti una espansione urbana: tale espansione però sarà volta prevalentemente alla riqualificazione di aree già edificate, contenendo entro i 200 ettari la superficie di suolo libero oggetto di espansione edilizia: una crescita delle aree edificate inferiore al 10% se si considera che nel 2014 il suolo edificato nel Comune di Bologna ammontava a circa 2.250 ettari. Come secondo obiettivo, il Piano si propone di servire l’1% del territorio occupato da superfici impermeabilizzate pubbliche (strade, piazze e parcheggi pubblici, pari a circa 1.150 ettari) con sistemi di drenaggio urbano sostenibile (si veda il capitolo successivo). Il terzo obiettivo del Piano prevede una consistente riduzione del carico inquinante veicolato dagli sfioratori di piena. Il sistema idrografico di Bologna – una fitta rete di canali alimentati prevalentemente dal fiume Reno, realizzata a partire dagli inizi del secondo millennio dopo cristo – soffre infatti di gravi problemi di qualità dell’acqua. Tali problemi sono ancora oggi in gran parte dovuti alla promiscuità tra rete fognaria (di raccolta liquami) e rete idrografica artificiale; problema per cui sono necessari interventi di bonifica molto costosi, in corso da decenni. Quando però, in prospettiva, la separazione tra reti fognarie e canali alimentati da fiumi e torrenti sarà completata, resterà il carico inquinante dovuto agli sfioratori delle reti miste, che con il cambiamento climatico è destinato ad aumentare per effetto della maggior frequenza di eventi meteorici intensi. Infine il Piano prevede altri due obiettivi, che riguardano le infrastrutture ed i beni culturali particolarmente esposti al rischio, che dovranno essere resi maggiormente “resilienti” (in grado di sopportare gli eventi estremi ritornando dopo l’evento alle condizioni preesistenti) o adeguatamente protetti dal rischio di frane ed allagamenti. Per raggiungere gli obiettivi, il Piano ha delineato diverse strategie e per ciascuna strategia una serie di azioni: strategie e azioni relative alla “vulnerabilità: eventi estremi e rischio idrogeologico” sono sintetizzate nella tabella qui a lato. Le presenti Linee Guida sono una delle azioni che cooperano nella strategia volta a migliorare la risposta idrologica della città. Alla stesura del documento, elaborato dal Comune di Bologna, ha collaborato la Banca Europea per gli Investimenti (BEI).

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