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Sono online gli interventi della conferenza finale del progetto BLUE AP del 4 Giugno con la rassegna stampa

Sono online gli interventi della conferenza finale del progetto BLUE AP del 4 Giugno con la rassegna stampa

 

Il 4 Giugno si è tenuta la conferenza conclusiva del progetto BLUE AP nella sala Marco Biagi della biblioteca Sala Borsa.
Gli interventi si sono avvicendati di fronte ad un nutrito parterre molto reattivo alla tematica dei cambiamenti climatici e alle misure adottate per far fronte alle sue conseguenze.

Qui di seguito sono riportate le slide degli interventi intercorsi durante l’incontro:

Alfons Finkers, Comune de L’Aia e Membro del Comitato Scientifico BLUE AP

Lorenzo Bono, Ambiente Italia

Giovanni Fini, Comune di Bologna

Patrizia Gabellini Assessore Urbanistica, Città storica e Ambiente Comune di Bologna

Jan Rasmussen, Comune di Copenhagen e Membro del Comitato Scientifico BLUE AP

Karl-Ludwig Schibel, Alleanza per il Clima Italia

 

Di seguito una selezione degli articoli:

Italiasicura – Presidenza del Consiglio dei Ministri

RAI

Repubblica

Protezione Civile

 

ANSA:

Bologna, 4 Giugno – Integrare il sistema informativo sui rischi ambientali; aumentare la consapevolezza di autorità locali e cittadini; offrire supporto tecnico per pianificare interventi; condividere e comunicare i risultati. Sono gli obiettivi del progetto ‘Blue Ap’ (Bologna Local Urban Environment Adoptation Plan) per rendere Bologna una ‘cità resiliente’, cioè “capace di resistere e adeguarsi efficientemente agli effetti di eventi avversi”.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Bologna con Kyoto Club, AmbienteItalia e Arpa Emilia-Romagna, e’ partita nel 2012 con lo scopo di offrire alla città un Piano di adattamento ai cambiamenti climatici, ed e’ stata presentata nella biblioteca Sala Borsa dal vicesindaco, Silvia Giannini, e dall’assessore comunale all’Urbanistica, Patrizia Gabellini, che ha precisato:
“Il Piano seguirà una procedura amministrativa per diventare strumento governativo di Bologna entro il 2015″.
Partendo dall’analisi delle ‘vulnerabilità del territorio’ (siccità e carenza idrica, ondate di calore nell’area urbana, alluvioni e rischio idrogeologico), ‘Blue Ap’ ha individuato per ciascuna delle ‘azioni pilota’ da attuare sul territorio con la partecipazione di imprese e attori locali. Le principali riguardano: la riduzione dei consumi idrici a Fico (la cittadella del cibo che sorgerà a Bologna nel 2016); un nuovo regolamento del verde; nuove linee guida per il drenaggio urbano sostenibile.  ”Questo progetto – ha detto la vicesindaco Giannini – mette in campo azioni per attrezzarci e vincere la sfida per il bene della collettività”.

Alla presentazione di ‘Blue Ap’ c’era anche il coordinatore del progetto ‘Italia sicura’ di Palazzo Chigi, Erasmo D’Angelis, e l’assessore regionale alla Difesa del suolo, Paola Gazzolo. (ANSA).

 

DIRE:

Bologna, 4 Giugno – Nei prossimi decenni Bologna diventerà una città più calda e meno piovosa. La parola d’ordine per il Comune diventa quindi risparmiare il fiume Reno, ad esempio usando le acque del Po per irrigare i campi o innaffiare i Giardini Margherita con acqua non potabile (come quella piovana).

Bologna e’ la prima grande città italiana ad essersi dotata di un Piano di adattamento al cambiamento climatico, presentato oggi in Sala Borsa da Patrizia Gabellini, assessore comunale all’Ambiente. Presente anche Erasmo D’Angelis, coordinatore dell’unita’ speciale ‘Italia Sicura’ del Governo, che porterà l’esempio di Bologna ai prossimi Stati generali sui cambiamenti climatici, a Roma.
Sono tre, secondo il Comune, i punti vulnerabili per il capoluogo emiliano: la siccità e mancanza d’acqua; ondate di calore; dissesto idrogeologico. Per i prossimi anni, quindi, si punta a ridurre i prelievi d’acqua, limitando ancora le perdite della rete di distribuzione (oggi e’ al 27%) e riducendo i consumi civili, agricoli e industriali, ad esempio per il progetto Fico. Ma si pensa anche a recuperare l’acqua piovana per usi non potabili (per irrigare i Giardini Margherita, appunto) e a utilizzare risorse idriche alternative. Ad esempio, con la Bonifica Renana si sta studiando un possibile prelievo dal Po per usi agricoli, come già avviene in Romagna. Il Comune ha già messo in cantiere anche un lavoro di risanamento dei torrenti e dei canali cittadini tombati, come l’Aposa e il Fiaccalcollo, soprattutto per impedire gli scarichi abusivi da parte degli edifici e ripulire cosi’ le acque. Ci sono poi progetti di raccolta e gestione intelligente delle piogge, come ad Agraria o nel nuovo insediamento commerciale di via Larga. Oltre alla riduzione del consumo di suolo, poi, uno degli obiettivi e’ la riduzione delle superfici impermeabili.Contro il calore, invece, il Comune di Bologna punta all’incremento di aree agricole in città, orti urbani, alberi e zone verdi, sfruttando anche i progetti di riqualificazione degli spazi pubblici o di trasformazione urbanistica. Ma buona parte del piano contro il cambiamento climatico si basa su una maggiore informazione e consapevolezza da parte dei cittadini, sui comportamenti da tenere in caso di rischio e per sensibilizzarli nel risparmio dell’acqua.
Negli ultimi anni, a Bologna si e’ registrata una tendenza all’aumento delle temperature minime e massime, nell’ordine di 0,3 gradi al decennio. Le piogge sono in diminuzione in inverno, primavera ed estate, mentre in autunno si e’ osservato un lieve aumento. Il numero di giorni consecutivi senza pioggia è aumentato in estate, quando si assiste anche a una maggiore frequenza di eventi a precipitazione intensa. Gli scenari futuri mostrano un aumento delle temperature a Bologna di circa due gradi nel periodo 2021-2050, mentre a fine secolo il rialzo sarà più marcato (tre gradi). Le anomalie più forti si verificheranno d’estate, tanto che periodi di grande caldo e siccità (come nel 2003 e nel 2012) non saranno più eventi rari ma ricorrenti. Il calo delle piogge sarà più pronunciato nella seconda parte del secolo, quando la riduzione sara’ di circa il 30% in estate rispetto al periodo 1961-1990. Il cambiamento climatico accentuerà i problemi di disponibilità d’acqua (il sistema bolognese dipende dal Reno, che in estate ha già adesso un flusso limitato) e il fenomeno delle isole di calore nelle aree più urbane, più calde della campagna. Inoltre, a causa delle piogge meno frequenti ma più intense, le zone collinari saranno più a rischio frane e alluvioni.
(San/ Dire)